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Cos’è il Wushu? La madre di tutte le arti marziali.

Il termine Wushu significa in lingua cinese letteralmente ‘’Arte marziale’’. Si distingue dal termine Kung-fu, che significa semplicemente ‘’esercizio eseguito con abilità’’ e che perciò i cinesi stessi riferiscono anche ad altri campi non necessariamente legati alle arti marziali. Tale chiarimento sui termini è importante per sgombrare il campo da mille dubbi che avvalgono le arti marziali cinesi quando vengono importate in occidente, spesso da insegnanti poco preparati e superficiali. La grande famiglia del Wushu comprende stili esterni (wai chia), che sviluppano la forza fisica, e stili interni (nei chia), che sviluppano invece l’energia interna. A loro volta questi stili si dividono in tradizionali e moderni, i secondi caratterizzati da una maggiore componente ginnico-acrobatica, che quindi comporta un continuo lavoro di allungamento (stretching).
In generale il Wushu si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute. Il Wushu comprende inoltre il maneggio di svariati tipi di armi: spade, lance, sciabole, bastoni, catene, alabarde … che richiedono ovviamente un’adeguata preparazione tecnica ed atletica. La pratica di questa disciplina consente col tempo di acquisire scioltezza, forza e padronanza del proprio corpo; fornisce un indiscutibile arricchimento del proprio bagaglio culturale. Il praticante già dopo qualche settimana potrà sentire i salutari effetti dello stretching, componente basilare del Wushu.

TaiJi Quan
TaiJi Quan significa Supremo Ultimo Pugno e fa parte della famiglia del Wushu, l’arte marziale millenaria della Cina. In particolare il TaiJi Quan fa parte dei cosiddetti “stili interni” dove maggior enfasi è data dalla ricerca dell’energia vitale chiamata Chi. Quest’energia scorre in ognuno di noi attraverso canali studiati dai maestri dell’agopuntura e della filosofia taoista.
Conosciuto come la ‘’ginnastica della longevità’’, il TaiJi Quan è un’arte marziale a tutti gli effetti e in tal senso ne conserva tutti gli aspetti pratici ed etici. Basandosi infatti su uno studio approfondito anatomico del movimento, sul corretto uso della respirazione, sull’apprendimento dei principi scientifici che regolano le funzioni fisiologiche del movimento stesso, il TaiJi è senza dubbio il sistema marziale che più di altri ha influenzato l’odierna interpretazione delle discipline orientali. Il TaiJi Quan praticato prevalentemente come tecnica per la salute dell’individuo, viene insegnato utilizzando movimenti codificati combinati ad una respirazione calma e profonda che aiuta a mantenere o ritrovare l’elasticità delle articolazioni, la resistenza fisica e la tranquillità emotiva, a beneficio delle serenità e della salute. Il TaiJi Quan permette al praticante di raggiungere un’elevata comprensione del proprio ‘’io’’ e degli equilibri della natura, scoprendo e sviluppando capacità e potenzialità. Nell’applicazione marziale si distingue come arte del “cedere”, in quanto non essendo necessaria la forza fisica, intuito ed abilità tecnica prevalgono. Il TaiJI Quan può essere praticato da tutti, indistintamente dall’età e dal sesso, in particolare dalle persone anziane che possono giovarsi di questa disciplina per migliorare i problemi cardiaci circolatori ed alleviare gli stati ansiosi. Inoltre praticato come coadiuvante ad una specifica attività il TaiJi Quan diventa un ottimo sistema di potenziamento delle proprie qualità.
Il TaiJi Quan è un mezzo per aiutarci a “sentire” maggiormente il fluire di questa energia attraverso la pratica regolare di alcune sequenze di esercizi codificati in vari stili a seconda delle caratteristiche tecniche e delle famiglie che per prime la studiarono. Ai praticanti infatti verrà insegnato sia lo stile Yang il più diffuso nel mondo, che, successivamente, le basi degli stili Che e Sun. Uno studio completo del TaiJi Quan comprende naturalmente oltre la finalità prettamente salutistica (in Cina migliaia di persone praticano il TaiJi Quan esclusivamente per la salute) anche l’aspetto legato all’applicazione marziale.
Tecniche morbide, leve, schivate sono il patrimonio del TaiJi Quan, una pratica che sarà in grado di appassionare sia il neofita che l’esperto di altre forme di arti marziali alla ricerca di nuovi stimoli per lo studio.
Il Maesto Mario Pasotti è stato il primo diffusore del TaiJi Quan in Italia e a Bergamo oltre 40anni fai.