"LONG HUI" WUSHU CUS BERGAMO ASD

Cos’è il Wushu? La madre di tutte le arti marziali.

Il termine WǔShù 武术 significa in lingua cinese letteralmente “Arte Marziale” e si distingue dal termine Kung-fu (o meglio 功夫 GōngFū), che significa semplicemente “esercizio eseguito con abilità”, che quindi può essere utilizzato anche in altri campi, non necessariamente legati alle arti marziali, un esempio tra i tanti potrebbe essere il 功夫茶 Gōngfū Chá, una procedura di preparazione del tè della tradizione cinese che spesso viene tradotta anche come “cerimonia del tè” e nella quale appunto serve “abilità”. Tale chiarimento sui termini è importante per sgombrare il campo da mille dubbi che avvolgono le arti marziali cinesi quando vengono importate in occidente, spesso da insegnanti poco preparati e superficiali.
Spiegando brevemente, la grande famiglia del WUSHU si divide in due tipologie: il WUSHU – SANDA (散打 Sǎndǎ) o boxe cinese e il WUSHU – TAOLU (套路 Tàolù) cioè le forme o routine da allenamento. Quest’ultima tipologia è quella insegnata presso la nostra Associazione.
Il WUSHU – TAOLU si divide a sua volta in stili esterni (外家 Wài Jiā), che sviluppano la forza fisica, e stili interni (内家 Nèi Jiā), che sviluppano invece l’energia interna, tra i quali spicca l’ormai famoso TAIJI (太极 Tàijí). Il WUSHU – TAOLU possiede anche stili tradizionali e stili moderni, i secondi caratterizzati da una maggiore componente ginnico-acrobatica, che quindi comporta un continuo lavoro di allungamento (stretching).
Ad ogni modo, la vastità del “MONDO WUSHU” permette che ogni persona possa praticarlo in quanto a seconda dell’età e della struttura fisica, si potrà sempre trovare uno stile adatto a sé.
In generale il Wushu si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute. Il Wushu comprende inoltre il maneggio di svariati tipi di armi: spade, lance, sciabole, bastoni, catene, alabarde … che richiedono ovviamente un’adeguata preparazione tecnica ed atletica. La pratica di questa disciplina consente col tempo di acquisire scioltezza, forza e padronanza del proprio corpo; fornisce un indiscutibile arricchimento del proprio bagaglio culturale. Il praticante già dopo qualche settimana potrà sentire i salutari effetti dello stretching, componente basilare del Wushu.

Il TaiJi Quan
Taiji (太极, 太極, tàijí) è un termine della filosofia cinese usato per riferirsi al “supremo ultimo” stato dell’assoluto indifferenziato e potenziale infinito, l’unità prima del dualismo, dalla quale yin e yang originano.
TaiJi Quan significa quindi Supremo Ultimo Pugno e, come abbiamo spiegato prima, fa parte della famiglia del WUSHU, in particolare fa parte dei cosiddetti “stili interni” dove maggior enfasi è data dalla ricerca dell’energia vitale chiamata Qi (气 qì). Quest’energia scorre in ognuno di noi attraverso canali studiati dai maestri dell’agopuntura e della filosofia taoista.
Conosciuto come la ‘’ginnastica della longevità’’, il TaiJi Quan è un’arte marziale a tutti gli effetti e in tal senso ne conserva tutti gli aspetti pratici ed etici. Basandosi infatti su uno studio approfondito anatomico del movimento, sul corretto uso della respirazione, sull’apprendimento dei principi scientifici che regolano le funzioni fisiologiche del movimento stesso, il TaiJi è senza dubbio il sistema marziale che più di altri ha influenzato l’odierna interpretazione delle discipline orientali. Il TaiJi Quan praticato prevalentemente come tecnica per la salute dell’individuo, viene insegnato utilizzando movimenti codificati combinati ad una respirazione calma e profonda che aiuta a mantenere o ritrovare l’elasticità delle articolazioni, la resistenza fisica e la tranquillità emotiva, a beneficio delle serenità e della salute. Il TaiJi Quan permette al praticante di raggiungere un’elevata comprensione del proprio ‘’io’’ e degli equilibri della natura, scoprendo e sviluppando capacità e potenzialità. Nell’applicazione marziale si distingue come arte del “cedere”, in quanto non essendo necessaria la forza fisica, intuito ed abilità tecnica prevalgono. Il TaiJI Quan può essere praticato da tutti, indistintamente dall’età e dal sesso, in particolare dalle persone anziane che possono giovarsi di questa disciplina per migliorare i problemi cardiaci circolatori ed alleviare gli stati ansiosi. Inoltre praticato come coadiuvante ad una specifica attività il TaiJi Quan diventa un ottimo sistema di potenziamento delle proprie qualità.
Il TaiJi Quan è un mezzo per aiutarci a “sentire” maggiormente il fluire di questa energia attraverso la pratica regolare di alcune sequenze di esercizi codificati in vari stili a seconda delle caratteristiche tecniche e delle famiglie che per prime la studiarono. Ai praticanti infatti verrà insegnato sia lo stile Yang il più diffuso nel mondo, che, successivamente, le basi degli stili Che e Sun. Uno studio completo del TaiJi Quan comprende naturalmente oltre la finalità prettamente salutistica (in Cina migliaia di persone praticano il TaiJi Quan esclusivamente per la salute) anche l’aspetto legato all’applicazione marziale.
Tecniche morbide, leve, schivate sono il patrimonio del TaiJi Quan, una pratica che sarà in grado di appassionare sia il neofita che l’esperto di altre forme di arti marziali alla ricerca di nuovi stimoli per lo studio.